sabato 5 maggio 2012
sabato 25 febbraio 2012
domenica 14 novembre 2010
domenica 25 luglio 2010
NESSUNO TOCCHI I BLOG
NESSUNO TOCCHI I BLOG
Art.1, comma 29 del ddl intercettazioni: i blogger devono pubblicare le richieste di rettifica in 48 ore o pagare fino a 12.500 euro. Aboliamo questa norma
Il mese scorso avevamo denunciato come al Senato la maggioranza, approvando il ddl intercettazioni, rendeva più difficile la vita ai blogger e ai siti internet prevedendo un obbligo di rettifica. Parte della maggioranza aveva promesso di tornare su quella norma ma ora alla Camera si sono rimangiati tutti gli impegni, lasciando l'art.1, comma 29, che prevede l'obbligo di rettifica per blog e siti internet.
Ma si può rischiare una maxi-multa perché magari si è in vacanza o non si controlla la posta? Ciò significa rendere la vita impossibile a migliaia di siti e di blog, ben diversi dalle testate giornalistiche. Lo fanno dimenticando che la rete è proprio un'altra cosa. Non c'è stato
ascolto rispetto a un'indicazione molto chiara che viene dall'universo della rete: stralciare un comma che equipara impropriamente i siti alla carta stampata. Ma c'è ancora la possibilità, se si vuole, di abolire questo bavaglio digitale alla ripresa del dibattito nell'aula della Camera.
Il Pd si è già impegnato e chiede a tutti di sostenere la battaglia per la libertà sulla rete, senza censure, mandando un'e-mail ai capigruppo di tutti i partiti alla Camera per chiedere l'abolizione di questa norma”.
venerdì 4 dicembre 2009

Fondata a Prato nel 1878, e ospitata dal 1890 in parte dell'ex-monastero di San Clemente, è una delle più antiche associazioni corali italiane, si ricordano le partecipazioni ai Festival di Llaongollen, New York, Montreaux, Ginevra e Losanna. Ha ottenuto primi premi assoluti nei concorsi nazionali di Vittorio Veneto e Castiglion del Lago e collaborato con la Camerata Strumentale "Città di Prato" e Orchestra Regionale Toscana.
Programma:
Domenica 6 dicembre apertura dalle ore 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 18,30
Lunedì 7 dicembre visita guidata con gli amici del museo su prenotazioneMartedì 8 dicembre apertura dalle ore 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 18,30
domenica 5 aprile 2009

Parlamento Italiano Camera dei deputati
On. Francesco Lo Sardo
Luogo nascita
Naso
Data nascita
22 maggio 1871
Luogo morte
Napoli
Data morte
30 maggio 1931
Titolo di studio
Laurea in giurisprudenza
Professione
Politico/Avvocato
Partito
PCI
Legislatura
Regno d'Italia legislatura 1924
Gruppo
Comunista
Coalizione
Circoscrizione
Regione
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Collegio
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Elezione
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari
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Francesco Lo Sardo, detenuto.
Francesco Lo Sardo (Naso, 22 maggio 1871 – Napoli, 30 maggio 1931) è stato un politico italiano. Fu il primo comunista siciliano ad accedere alla camera dei deputati.
Biografia [modifica]
Nato a Naso il 22 maggio 1871 da famiglia benestante, nel 1883, fu avviato agli studi teologici nel seminario vescovile di Patti, ma presto lasciò l’ambiente ecclesiastico per proseguire gli studi nelle scuole pubbliche a Messina. Nel 1886, insieme all’amico Giovanni Noè, fondò il primo circolo anarchico messinese intitolato ad Amilcare Cipriani divenendo attivo collaboratore del periodico anarchico-socialista Il Riscatto. In quegli anni spiravano i venti dei Fasci siciliani che lo cooptarono operosamente: divenne, infatti, il promotore del Primo Fascio Operaio Nasitano, per cui fu classificato sovversivo ed a soli ventitré anni destinato al domicilio coatto nelle isole Tremiti. Nel 1894, conseguì la laurea in giurisprudenza, ma la sua attività di propaganda sovversiva non cessò, per cui nel 1898, fu nuovamente arrestato. A questa ulteriore avventura coatta, seguì un periodo di permanenza a Napoli, dove esercitò la professione forense e si costruì una famiglia. Ritornò a Messina a trentadue anni con moglie e figlio ed in quegli anni, meditò, persuadendosene che l’anarchismo portava inevitabilmente alla semplice aggressione o ammutinamento dei contadini verso guardie o collettori, senza intaccare minimamente coloro che realmente detenevano il potere o come meglio Lui stesso riassumeva: … addentare la pietra che ci colpisce senza toccare la mano che l’ha lanciata. Così trasmigrò su posizioni socialiste più organizzate. L’anno del terremoto, il 1908, mutilò ferocemente Francesco Lo Sardo, molti amici caddero sotto le macerie di una Messina rasa al suolo, ma quel che più grave, fu superstite all’unico figlio appena dodicenne. Cessata la bufera della Grande Guerra, fu in testa alle occupazioni delle terre incolte da parte dei contadini e padre della locale Camera confederale del lavoro.
Aderì al Partito Comunista nel 1920 e, nel 1924, fece ingresso alla Camera dei deputati quale primo siciliano comunista, votato da oltre diecimila elettori. Siamo agli albori del ventennio ed il deputato Lo Sardo, è sicuramente inviso al nuovo governo, che lo tiene in particolare attenzione, fino al suo arresto dell’8 novembre 1926, seguito alla sua adesione alle tesi direttive del congresso di Lione. Il suo peregrinare carcerario lo portò da Messina a Turi, dove spartì la vita coatta con Antonio Gramsci. Malato, si ostinò a non chiedere nulla, anzi a chi suggeriva di chiedere la grazia, rispondeva:
« Hanno voluto la carne e si prenderanno anche le ossa. Io non firmo »
(in Gramsci vivo - Nelle testimonianze dei suoi contemporanei a cura di Mimma Paulesu Quercioli, Feltrinelli, 1977)
Trasferito nel carcere di Poggioreale, trovò la morte il 30 maggio 1931. Sulla vita e l'opera di Francesco Lo Sardo, e sulle sue fierissime difese davanti al Tribunale Speciale, il nipote Francesco Lo Sardo Jr. ha pubblicato un libro, intitolato "Nessuno lo dimentichi", Edizioni del Paniere via Cattaneo 27 Verona, 1982. Il titolo è parte dell'epigrafe dettata per la sua tomba da Concetto Marchesi: Vitae suae non fidei oblitus/obliviscendus nulli - Della sua vita dimentico non della sua fede/nessuno lo dimentichi. Degna di particolare menzione è la risposta che egli dette al presidente del Tribunale Speciale che lo interrompeva durante le sue dichiarazioni finali, prima della sentenza di condanna che ne decretò la morte in carcere: "A nome di tutto il gruppo degli imputati siciliani, dichiaro che noi siamo fieri di essere processati per la nostra attività comunista. Questo processo dimostra che i lavoratori del mezzogiorno non sono secondi a quelli del settentrione nella lotta contro il fascismo"; e insistendo il presidente perché concludesse: "Almeno mi sia concesso di dire che sono orgoglioso di essere processato perché comunista, che sono orgoglioso di portare dinanzi a questo tribunale trenta anni di attività politica spesa al servizio dei lavoratori dell'Italia meridionale".
piazza lo sardo francesco

martedì 31 marzo 2009

Dal sito " Notizie di Prato"
Un intero anno, il 2010, dedicato a Francesco di Marco Datini, del quale ricorrerà il 600° anniversario dalla scomparsa. E’ questa la proposta avanzata dal candidato sindaco del centrosinistra, Massimo Carlesi, che lega l’evento ad un vero e proprio lancio di Prato, del suo nome e della sua immagine nel mondo.“È un dato di fatto che, in questo periodo di crisi, dal turismo e dal ritorno d’immagine della città potranno provenire tanto risorse economiche quanto mezzi e formule per promuovere i prodotti pratesi a livello nazionale e internazionale”, osserva Carlesi.“Senza far concorrenza a Firenze ma cogliendo in pieno l’opportunità unica di essere una città d’arte in Toscana - prosegue Carlesi - Prato può seriamente pensare a uno sviluppo turistico reale.C’è però bisogno di un cartellone di eventi capace di rendere attraente la città per 365 giorni all’anno”.Ma come sarà l’Anno Datiniano immaginato da Carlesi? Il candidato sindaco, che è già al lavoro, pensa di invitare, una volta eletto, tutte le istituzioni cittadine che legano il loro nome e la loro storia a Datini così come le categorie economiche, la diocesi, gli studiosi, i teatri, i musei, la Provincia e la Regione e altri. Della “partita” saranno dunque l’Archivio di Stato, l’Istituto internazionale di Storia economica, l’Istituto professionale Datini, la Casa Pia dei Ceppi. Tra le idee in cantiere una mostra di pittura sui mercanti del passato, un’offerta gastronomica (nei ristoranti cittadini e in giornate a tema) sulle ricette dell’epoca, pure presenti negli archivi del mercante pratese, con spettacoli teatrali, musica, convegni ai quali invitare ospiti da tutto il mondo.
mercoledì 17 dicembre 2008
La fabbrica di talenti minacciata dai tagli

Attira cervelli dall'estero ma non potrà garantire la stesso livello di servizi
di Antonio Valentini
sabato 22 novembre 2008
Ecco quanto rendono le “ poltrone”
I compensi del 2007 ai membri delle società partecipate dal Comune
PRATO. Stipendi da manager per i presidenti di società pubbliche come Consiag e Asm, con una miriade di dipendenti, con importanti mansioni da svolgere e con fatturati poderosi, sono ormai passati fra le cose di cui non ci si scandalizza. Anzi, in qualche caso ci si può chiedere perché il presidente dell'Asm, l'azienda che raccoglie, trasporta e smaltisce i rifiuti, riceva un'indennità inferiore a quella del presidente dell'Epp (edilizia pubblica pratese). Restano meno comprensibili indennità annue equivalenti ad uno stipendio, magari magro, di un dipendente pubblico o di uno dei tanti precari, riconosciute ai consiglieri Asm (18.614,02 euro).
Come ha imposto la legge finanziaria 2007 il Comune di Prato ha reso pubblici gli "emolumenti" corrisposti alle persone nominate nei consigli d'amministrazione delle società partecipate. La tabella, riportata qui a fianco, è aggiornata al 31 dicembre 2007. Alcuni consiglieri, è il caso per esempio di Ferlito nella Sori, non ricoprono oggi più quell'incarico.
L'Asm differenzia i compensi a seconda delle cariche. 62.046,72 euro al presidente Adriano Benigni, 24.818,69 a Matteo Barbarulo, consigliere delegato, 18.614,02 euro ai consiglieri Bettarini, Citarella, Ponzecchi. L'Asm è però una partecipata del Comune che racchiude al suo interno altre partecipate. E gli "emolumenti" proseguono. A Luciano Bugetti, consigliere di Ener.gi.co spetta un gettone di presenza 77,47 euro lordi a seduta, ad Adriano Benigni, amministratore delegato di Essegiemme, 10mila euro annui lordi, al presidente Marcello miracco 18mila euro, al direttore Asm Sandro Gensini, qui in veste di consigliere, 7mila euro. 150 euro a seduta a Benigni per ogni seduta della società Helios,, 15mila euro annui a Ennio Saccenti, consigliere di Programma Ambiente Spa, 6mila euro annui a Ubaldo Rafanelli, presidente di S.P.R.I (recupero inerti), 100 euro a seduta a Marcello Miracco, consigliere di Utilitas. Nessun compenso a Franco Di Martino, consigliere di It.Os. e a Gensini consigliere di Programma ambiente Apuane.
Consiag. Al presidente Paolo Abati vanno 83.772,65 euro, alle sue spalle ha un gruppo che ha chiuso il 2007 con un utile di 2.034.464 euro. A Benedetta Squittieri, segretaria provinciale del Pd, per la sua carica di consigliere vanno 24mila euro annui.
Epp. L'Edilizia pubblica pratese è presieduta da Antonino Cardaci che con i suoi 72.509,97 euro si piazza al terzo posto nella classifica dei compensi. L'utile 2007 è stato di 86mila 800 euro.
Gli altri presidenti. Paolo Bianchi (PratoFarma), riceve 13.660 euro, Bruno Ferranti (Gida) 28.750 euro, Antonio Napolitano (Interporto) 30.987,36 (più 129,11 euro di gettone), Otello Rondelli (Sori), 36mila euro, Loris Zanfranceschi (Urban Spa), 18.600, Maurizio Fioravanti (Pin), 18.076 euro (77,50 come gettone).
(15 luglio 2008)
Sergio Puggelli scrive:
Invito ai politici affinché il PD non nasca con le vecchie logiche di spartizione poltrone
Aprendo tutte le mattine il giornale per apprendere i nuovi scenari politici, non c’è un giorno che qualcuno scrive le sue impressioni sui quotidiani e dal loro linguaggio anche il più sprovveduto riesce ha capire il messaggio, il più delle volte contorto, senza una logica.
Nel mio piccolo, ho avvertito, l’esigenza di scrivere due righe per invitare le forze che compongono il nuovo partito democratico a una maggior coesione cercando una soluzione accettata dai cittadini, che adesso non sono ne schierati ne tesserati per alcun partito,necessita ascoltarli, riflettere e rispondere alle loro domande e non rincorrersi attraverso la stampa, con probabili cordate di organismi schierati, essi non sono tutti i cittadini, ma una piccola parte di addetti ai lavori,questo perché la disaffezione alla politica sta raggiungendo livelli di guardia altissimi, e solo le PRIMARIE , serie e aperte, e non con schieramenti che servono solo per il vecchio manuale Cencelli e posizionamenti, sono utili per coinvolgere gli elettori e riportarli ad interessarsi di politica, ma credo che ciò sia pura utopia, l’orchestra cambia nome ma i suonatori sono gli stessi con la stessa mentalità e miopia, cioè mantenere i privilegi che per anni sono stati accordati senza mai discuterli.
Proprio in questi giorni si può leggere come alcuni esponenti chiedono più visibilità di quella che non hanno, e questo credo che sia un primo passo per ottenere poltrone e strapuntini, mi auguro che i nuovi dirigenti del PD non cadano per l’ennesima volta in questa trappola il che significa ciò che ho sempre pensato, cambia tutto per non cambiare nulla e chi è abituato a chiedere non cesserà mai di farlo, anzi con l’arroganza, e una sorta di ricatto,ottengono sempre i posti migliori
Credo che sia d’estrema importanza sedersi ad un tavolo e trovare la soluzione affinché nessun elettore si senta emarginato, deve essere rispettata la dignità delle persone anche se non la pensano come “il capo” poiché esse creano lungimiranza e creatività non coloro che fanno come il cane che va dove vuole il padrone essi sono solo opportunisti che hanno creato la grande disillusione alla politica,fino ad oggi è funzionato cosi ed io ne posso scrivere un elenco che evidenzia la casta cittadina.
Citare o scomodare poeti italiani o stranieri, è diventata una consuetudine per molti uomini che vogliono far sentire la loro voce attraverso la stampa, poiché credono, che evocando le parole scritte con saggezza, e trasparenza filosofica da altri, possono identificarsi in un non meglio status socio-culturale al quale neppure loro credono.
La gente ha capito da dove può arrivare”l’alluvione, ”l’uragano” socio-politico che spazza via tutte le idee, le promesse fatte, le illusioni, le certezze o come scriveva un poeta indiano dell’800, distrugge tutto ciò che incontra con la forza e la voracità di chi vuol guidare il popolo con la sola certezza personale o di pochi consiglieri.
La massima, secondo il mio pensiero, è che quando gli abitanti del villaggio chiamano per ricostruirlo, bisogna esserci tutti, nessuno escluso per ridare la fiducia e attendibilità a chi deve guidarci nella nuova avventura.
Poiché sono gli uomini che hanno procurato i danni con la sua incapacità di ascoltare, comprendere, aiutare chi chiedeva aiuto, necessita che uomini miopi che volutamente, non hanno ascoltato le voci degli abitanti del villaggio facendo calcoli sbagliati e producendo profonde voragini debbono farsi da parte e lasciare a nuove linfe più credibili e capaci per una costruzione solida e duratura nel tempo.Se coloro che guideranno il partito democratico riescono ad interpretare il giusto senso del mio segnale allora si può dire di non temere nessun’alluvione.
Dr. Sergio Puggelli
mercoledì 12 novembre 2008
Un Pensiero Libero su Prato
La campagna pratese per il sociale, organizzato dal CESVOT di Prato
dal titolo
La campagna pratese può aiutare il sociale
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Sul Tirreno del 30 Settembre 2008 è stato pubblicato l'articolo:
NUOVI SINDACI
L'autunno caldo del Pd
di Bruno Manfellotto
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